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19 marzo 2017 7 19 /03 /marzo /2017 11:44

In occasione della festa dedicata al padre (19 marzo), intendo proporre un'antologia di poesie dedicate alla figura del padre e al rapporto tra padre e figlio,un  tema molto sentito nella letteratura italiana. Ritengo infatti che tale festività (come quella dedicata alla madre, si veda il post dell'8 maggio 2016) sia, al di là degli aspetti commerciali, una preziosa occasione per riscoprire sentimenti di armonia e unità familiare, valori molto importanti in una società in cui prevalgono sempre di più l'egoismo e l'individualismo.

A questo proposito il testo che ritengo più toccante e significativo è "Padre, se anche tu non fossi...." di Camillo Sbarbaro, un poeta che influenzò moltissimo la produzione di Montale, in particolare nella prima raccolta "Ossi di seppia".

                                                     PADRE, SE ANCHE TU NON FOSSI....

Padre, se anche tu non fossi il mio 
Padre se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso egualmente t'amerei.
Ché mi ricordo d'un mattin d'inverno
Che la prima viola sull'opposto
Muro scopristi dalla tua finestra
E ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
Di casa uscisti e l'appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.
 
E di quell'altra volta mi ricordo
Che la sorella mia piccola ancora
Per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia aveva fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte 
Dalla paura ti mancava il cuore:
ché avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia, e tutta spaventata
tu vacillante l'attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l'avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo che eri il tu di prima.
 
Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t'amerei.

Bellissima poesia che testimonia l'affetto che il poeta provava verso il padre e la nostalgia che Sbarbaro provava ricordando questi episodi della sua infanzia.

Il padre viene definito "fanciullo" poiché è in grado di meravigliarsi delle piccole cose e di provare gioia per esse, ad esempio quando scopre la prima viola sul muro, segno che, nonostante fosse ancora inverno, la primavera si stava avvicinando. 

Ecco un altro testo molto significato e toccante, in cui il poeta ricorda il padre ormai defunto immaginando come potesse essere la sua vita in un mondo ultraterreno e sentendo la sua costante presenza:

Mi sei mancato quando ancora ero piccino
qualcuno ti ha portato via senza un perchè
forse scordandosi di me... che c'ero!
ti ho cercato tra nubi sparse nel cielo
per poterti dire che eri speciale
come per tutti i bambini poterti abbracciare
mentre ti auguravo: "Buona Festa Papà"
nel tempo... ti ho trovato nel cuore
ho cercato la sedia in cui sedevi
per leggere il giornale nel cortile assolato
ho trovato il mio scoglio ad ascoltarmi
ho cercato i tuoi occhiali
per vedere che fai di bello nel cielo
ho trovato la tua luce che è in me
mentre mi accompagnavi negli anni
nel percorso dei tanti perchè
cercavo nel mio viso le tue carezze mancate
ho trovato nei racconti della gente...
nel mio chiedermi interiormente
nel cercare tra le immagini dei miei ricordi
ho trovato ch'è in me... che è restato tutto di te.

Grazie... Auguri Papà.

Marco Spyry

In questa poesia si può notare come il ricordo di una persona amata riesca a volte a mitigare il dolore di una perdita (anche se non sempre è vero...) e a trasfigurare la tragedia della morte in vita. Il poeta sente quasi che il padre continua ad accompagnarlo nella sua vita, come una presenza che gli dà la soluzione per i problemi che deve affrontare ("nel percorso dei tanti perché...") e gli dà quindi conforto.

Infine intendo antologizzare questo testo di Pablo Neruda, più triste e sconsolato degli altri, in cui il poeta sperimenta la solitudine che trasforma la sua vita in una specie di deserto senza strade né acqua. La dolcezza del padre non può nulla per mitigare il dolore del poeta, che vede fuggire la sua giovinezza, caratterizzata da amarezze e sofferenze per delusioni d'amore ed errori di varia natura. 

Buona lettura e auguri di buona festa per tutti i papà, e ricordiamoci sempre che sono i sentimenti che ci arricchiscono davvero, molto più del vile denaro!

PABLO NERUDA - Il padre


Terra dalla superficie incolta e arida
terra senza corsi d'acqua né strade
la mia vita sotto il sole trema e si allunga.

Padre, i tuoi dolci occhi non possono nulla
come nulla poterono le stelle
che mi brucianO gli occhi e le tempie.

 


Il mal d'amore mi tolse la vista
e nella fonte dolce del mio sogno
una fonte tremante si rifletté. 

Poi... chiedi a Dio perché mi dettero
ciò che mi dettero e perché poi
incontrai una solitudine di terra e di cielo.

Guarda, la mia giovinezza fu un candido germoglio
che non si aprì e perde
 la sua dolcezza di sangue e vitalità.

Il sole che tramonta e tramonta in eterno
si stancò di baciarla... È l'autunno.
Padre, i tuoi dolci occhi non possono nulla.

Ascolterò nella notte le tue parole:
...figlio, figlio mio ...
E nella notte immensa
resterò con le mie e con le tue piaghe.

 

 

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  • : Blog di Montale2000
  • : In questo blog verrà presentata un'antologia delle poesie più significative della letteratura italiana e straniera, con notizie sulla vita degli autori e sulla loro concezione poetica ed esistenziale.
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