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31 dicembre 2011 6 31 /12 /dicembre /2011 15:52

Nel panorama poetico dell'Ottocento la figura di Charles Baudelaire è molto significativa, proprio perchè rappresenta il punto di passaggio tra il Romanticismo e il Decadentismo.

Per i Romantici di inizio Ottocento la poesia, come qualsiasi altra forma di arte, doveva essere sempre portatrice di un messaggio morale, doveva avere una funzione educativa: l'artista doveva essere al servizio della società e contribuire a migliorarla. Ovviamente il messaggio educativo poteva essere diversissimo a seconda del contesto storico e delle idee dell'autore ( spesso era di tipo politico), ma l'aspetto ideologico non poteva mancare.

Con il Decadentismo le cose cambiano:l'arte viene vista come un'attività umana totalmente indipendente dalla morale, che ha valore in sè;non a caso il motto dei Decadenti francesi recitava:"Noi dobbiamo promuovere l'art pour l'art" (l'arte per l'arte). Per il Decadentismo l'artista era un individuo diverso e superiore dalla maggior parte delle persone ed aveva quasi l'obbligo di evidenziare questa superiorità attraverso uno stile di vita estremamente anticonformista:le regole morali erano espressamente rifiutate, perchè erano viste come l'espressione del dominio sociale della borghesia ipocrita e benpensante.

In base a questa concezione i gesti e le azioni dell'artista dovevano essere diversi ed opposti a quelli della massa conformista e benpensante: i poeti decadenti si distinguevano anche per il modo eccentrico e stravagante di vestire, che inaugura la moda del letterato dandy.

Charles Baudelaire (1821-1867) può essere considerato a ragione come il padre del Decadentismo e soprattutto egli rappresenta il punto di passaggio tra una concezione dell'arte ancora legata alla trasmissione di precisi valori morali e la nuova moda decadente, che promuove l'anticonformismo, il gusto per l'eccesso e per tutto ciò che è trasgressivo, stravagante e bizzarro.

A questo proposito il letterato francese A. Suares ha scritto giustamente: " Il est une façon de sentir avant Baudelaire et une façon de sentir après lui" (Vi è un modo di sentire prima di Baudelaire ed un altro dopo di lui"), ad indicare quindi l'importanza che questo poeta ha avuto nel far cambiare la mentalità degli intellettuali dell'Ottocento.

Charles Baudelaire pubblicò la raccolta poetica "Le fleurs du mal" (I fiori del male) nel 1857 e dovette affrontare una condanna per oltraggio alla morale che gli costò l'eliminazione di alcuni testi; successivamente però la raccolta crebbe moltissimo con la pubblicazione dei Diari del poeta e dei "Petits poemes in prose" (Piccoli poemi in prosa).

La peosia di Baudelaire, come si può del resto facilmente intuire dagli stessi titoli, è molto vicina alla prosa, il verso è libero e privo di rime, l'autore infatti vuole essere anticonformista anche nel modo di scrivere, perchè ritiene che il rispetto delle regole metriche non favorisca l'ispirazione.

Un aspetto importantissimo di tutta la poetica dell'autore è l'idea secondo cui tutta la realtà che ci circonda non è altro se non una "foresta di simboli", che solo il poeta può interpretare:in questo modo Baudelaire anticipa la poesia tipica del simbolismo che ha influenzato la produzione di autori come Apollinaire e, in Italia, soprattutto di Giovanni Pascoli.

Per il simbolismo l'ispirazione poetica crea una corrispondenza tra le emozioni soggettive provate dall'artista e la realtà:di conseguenza gli oggetti che ci circondano diventano il "simbolo" dei sentimenti provati in quel momento.

Il sonetto manifesto dell'intera raccolta "I fiori del male" si intitola appunto "Corrispondances" (Corrispondenze).

Ecco il testo in traduzione.

                                                                   Corrispondenze

E' un tempio la Natura ove viventi

pilastri a volte confuse parole

mandano fiori; la attraversa l'uomo

tra foreste di simboli dagli occhi

familiari. I profumi e i colori

e i suoni si rispondono come echi

lunghi che di lontano si confondono

in unità profonda e tenebrosa,

vasta come la notte e il chiarore.

Esistono profumi freschi come

carni di bimbo, dolci come gli oboi,

e verdi come praterie; e degli altri

corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno

l'espansione propria delle infinite

cose, come l'incenso, l'ambra, il muschio,

il benzoino, e cantano dei sensi

e dell'anima i lunghi rapimenti.

 

Ciò che colpisce in questo testo è la visione della Natura come "tempio" e soprattutto l'idea secondo cui l'ispirazione poetica (simboleggiata dai "fiori") sia provocata dall'ascoltare i suoni naturali o nel percepire i profumi; a ben vedere, questo tipo di poetica è presente anche nell'italiano Giovanni Pascoli, perchè anche per lui la natura, in tutte le sue manifestazioni, è una foresta di  simboli che si ricollegano alle emozioni vissute dal poeta.

 

 

 

 

 

 

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