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29 giugno 2011 3 29 /06 /giugno /2011 11:35

Con il termine Ermetismo si fa riferimento ad un gruppo di poeti attivi nella Firenze degli anni trenta e quaranta del Novecento. Il termine ermetismo deriva da Ermes Trimegisto (tre volte grande), uno scrittore vissuto nel III secolo D.C. e famoso per il suo stile difficile, pieno di metafore e dichiaratamente esoterico.

I poeti ermetici, infatti, ritengono che l'ispirazione poetica sia come un'esperienza quasi mistica riservata a pochi eletti e l'arte poetica è un potente strumento per conoscere l'Assoluto ed avere una comprensione totale della realtà: di conseguenza il linguaggio poetico deve essere ridotto all'essenziale, è necessario abolire la normale sintassi e la punteggiatura e ,soprattutto, bisogna fare un uso notevole dell'analogia, accostando cioè oggetti e situazioni che non hanno alcun tipo di legame logico.

La razionalità, per gli ermetici, è la principale nemica dell'ispirazione poetica, proprio perchè impedisce all'uomo di conoscere ciò che va al di là del mondo materiale: il testo poetico è quindi frutto di un momento di illuminazione e di conseguenza non c'è da stupirsi se lo stile è vago, difficile e non rispetta i normali accostamenti logici.

Per comprendere l'Ermetismo è però necessario analizzare il momento storico in cui esso si sviluppò:in Italia infatti siamo in pieno regime fascista e la cultura era imbavagliata e soffocata dalla dittatura mussoliniana.

In questo contesto per gli intellettuali contrari al regime erano possibili due altermative:1) opporsi attivamente alla cultura fascista rischiando in prima persona;2) isolarsi in una specie di torre d'avorio intellettuale e manifestare la propria opposizione attraverso un totale distacco dalla realtà storica. Gli ermetici scelsero appunto la seconda opzione e il loro disimpegno politico va interpretato come opposizione ad una realtà storica negativa e per nulla amata.

La maggior parte dei poeti ermetici collaborò alle riviste culturali fiorentine degli anni Trenta, soprattutto "Frontespizio" e "Solaria":il principale critico dell'ermetismo fu Carlo Bo, che in un saggio del 1938 dal titolo "Letteratura come vita" definisce in maniera minuziosa le caratteristiche della poesia ermetica, che in un certo senso è simile a quella decadente per quanto riguarda il rapporto tra l'intellettuale e l'arte; infatti anche per gli ermetici (come prima per il Decadentismo) il poeta è una persona che si distingue dalla massa per le sue capacità conoscitive e,soprattutto, per gli ermetici l'arte non ha una funzione moraleggiante o educativa, ma è un valore fine a se stesso.

Il principale precursore della poesia ermetica è sicuramente Giuseppe Ungaretti, soprattutto l'Ungaretti della raccolta "Sentimento del tempo":questo libro è diventato una specie di Bibbia degli ermetici, a cui essi si sono rifatti per trovare l'ispirazione adatta per le proprie liriche. Infatti nell'Ungaretti di "Sentimento del tempo" sono presenti tutte le caratteristiche dell'Ermetismo, soprattutto l'uso dell'analogia e l'abolizione dell'articolo, l'uso della terza persona a scopo evocativo.

I principali poeti ermetici furono Mario Luzi (che fu anche critico), Salvatore Quasimodo ed Alfonso Gatto, spesso di origine meridionale ma "trapiantati" a Firenze.

E' importante sottolineare che, a partire dagli anni Quaranta, quasi tutti i poeti ermetici tendono a cambiare radicalmente il proprio modo di fare poesia, soprattutto crolla quell'atteggiamento di distacco sociale che aveva caratterizzato la fase iniziale del movimento:in particolare Salvatore Quasimodo inizierà a partire dagli anni Quaranta a scrivere testi ispirati all'attualità e, di conseguenza, il linguaggio diventa molto più diretto ed espressivo ed assai meno allusivo.

Questo cambiamento dimostra il legame molto forte esistente tra l'Ermetismo e la dittatura fascista: quando vengono meno le condizioni che impedivano un diretto impegno dell'intellettuale nella vita sociale, ecco che anche il modo di concepire l'arte cambia e crolla quell'atteggiamento di aristocratico distacco tipico degli intellettuali ermetici degli anni Trenta.

Il mutamento nello stile poetico è evidente se si analizzano questi due testi di Salvatore Quasimodo, risalenti il primo alla fase ermetica propriamente detta ed il secondo ad un periodo successivo.

 

                                                                            Ed è subito sera

Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera.

 

Questa lirica, tratta dalla raccolta "Ed è subito sera" (risalente agli anni Trenta) è espressione dell'Ermetismo più puro: il linguaggio è ridotto all'essenziale ed è allusivo, soprattutto è presente un'analogia inusuale, cioè l'accostamento tra il raggio di sole e l'idea della ferita espressa dalla parola "trafitto": si vuole intendere, sotto forma di metafora, che le gioie della vita simboleggiate dal raggio di sole portano con sè anche molte delusioni inaspettate, ma tutto questo non è chiaramente espresso, il poeta parla per simboli e, soprattutto, parla in terza persona, non viene mai usato dagli ermetici il pronome "io".

Vediamo ora il secondo esempio:

 

                                                                            Alle fronde dei salici

E come potevamo noi cantare

con il piede straniero sopra il cuore

fra i morti abbandonati nelle piazze

sull'erba dura di ghiaccio, al lamento

d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero

della madre che andava incontro al figlio

crocifisso al palo del telegrafo.

Alle fronde dei salici, per voto,

anche le nostre cetre erano appese,

oscillavano lievi al triste vento.

 

In questa poesia, risalente agli anni dell'occupazione nazifascista dell'Italia (1944 circa), si nota l'abbandono dei canoni della poesia ermetica:innanzitutto il poeta descrive un'esperienza reale, le immagini si fanno crude ed esplicite e la situazione descritta è ben riconoscibile a chiunque la viva in prima persona.

Inoltre in questo caso il poeta vuole trasmettere un messaggio  esplicito di natura sociale, cioè vuole denunciare gli orrori dell'occupazione nazista affinchè non abbiano più a ripetersi e oltretutto vi è anche un'implicita denuncia del genocidio ebraico; infatti la poesia si ispira ad un Salmo biblico dedicato alla prigionia babilonese degli Ebrei ed il nuovo Nabucodonosor è sicuramente Hitler!

 

 

 

 

                                                                            

 

 

 

 

 

 

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