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2 luglio 2012 1 02 /07 /luglio /2012 16:17

Michelangelo Buonarroti, oltre ad essere stato un eccezionale scultore e pittore, fu anche un poeta, anche se la sua opera risulta essere semisconosciuta ai più.

La poesia di Michelangelo, pur non raggiungendo le vette del capolavoro, è caratterizzata da una notevole forza ed originalità e riflette la personalità geniale e a volte tormentata dell'autore.

Le Rime di Michelangelo fuorno stampate postume nel 1623, per iniziativa di un nipote dell'artista (Michelangelo Buonarroti il Giovane).

Oggi sappiamo che l'autore compose i suoi primi versi sotto l'influenza delle sue letture dantesche, petrarchesche e dei poeti fiorentini di fine Quattrocento, soprattutto Lorenzo il Magnifico e Pulci.Tuttavia è nella maturità e ancor più nella vecchiaia di Michelangelo che si concentra la sua produzione poetica, tanto che solo nel 1564 l'autore fa riunire un certo numero di componimenti in vista di una pubblicazione poi mai realizzata almeno finchè egli fu in vita.

Di conseguenza la grande passione dell'artista per la poesia restò sempre un fatto privato, una specie di sfogo dell'animo, diffuso occasionalmente solo nella cerchia degli amici più intimi.

Michilengelo predilige l'uso delle forme poetiche brevi (il sonetto e soprattutto il madrigale) ed il linguaggio da lui usato è generalemente concreto e reale;a volte, però, la sua opera appare caratterizzata da un'oscurità eccessiva di linguaggio e di stile e ciò costituisce uno dei limiti più evidenti del Michelangelo poeta.

Tra le sue liriche spiccano particolarmente quelle dedicate al gentiluomo romano Tommaso de' Cavalieri e poi quelle per Vittoria Colonna, a cui l'autore era legato da una forte passione amorosa e da corrispondenza spirituale.

Molte poesie sono inoltre pervase da una grande ispirazione religiosa, resa però inquieta a causa di un opprimente senso del peccato;a queste liriche si possono anche unire quelle in cui Michelangelo riflette sulla propria concezione dell'arte e sui fondamenti teorici e morali dell'arte stessa.

Ecco alcuni esempi tratti dalle Rime

 

                                                                     O notte, o dolce tempo

                                                                     benchè nero

 

O notte, o dolce tempo, benchè nero,

con pace ogn'opra sempre'al fin assalta;

ben vede e ben intende chi t'esalta

e chi t'onor ha l'intelletto intero.

 

Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero;

chè l'umid'ombra ogni quiet'appalta,

e dall'infima parte alla più alta

in sogno spesso porti, ov'ire spero.

 

O ombra del morir, per cui si ferma

ogni miseria, a l'alma, al cor nemica,

ultimo delli afflitti e buon rimedio;

 

tu rendi sana nostra carn'inferma

rasciughi i pianti e posi ogni fatica,

e furi a chi ben vive ogn'ira e tedio.

 

Questo sonetto è a mio avviso il più bello dell'intera produzione di Michelangelo, per tematiche e stile può essere sicuramente accostato al sonetto foscoliano "Alla sera" ("Forse perchè della fatal quiete sei l'immago/a me sì cara vieni, o sera"...); la notte, come del resto la sera di Ugo Foscolo, è vista come una specie di Dea che dona agli uomini il riposo dopo la fatica e le preoccupazioni che hanno caratterizzato il giorno.

Nel sonetto si nota anche l'accostamento della notte alla morte ("O ombra del morir"), vista però dal religioso Michelangelo non come la cessazione di ogni cosa, ma come l'inizio di una vita rinnovata, vita che noi possiamo già sperimentare nel sogno:ciò differenzia la concezione di Michelangelo da quella piuttosto atea di Foscolo, che associa la morte al "nulla eterno" del sonetto "Alla sera".

Il poeta si rivolge alla notte come ad una persona, usando tutti verbi transitivi: la notte non è descritta di per sè, per quello che è, ma per le "azioni" che compie, tutte tese ad alleviare il dolore e a concedere una meritata tregua dalla fatica della vita (Es."Tu rendi sana nostra carn'inferma, rasciughi i pianti e posi ogni fatica").

Ecco invece un testo diverso, indirizzato a Vittoria Colonna e basato su un'originale meditazione sul valore dell'arte.

 

                                                                 Non ha l'ottimo artista

                                                                 alcun concetto

 

Non ha l'ottimo artista alcun concetto

ch'un marmo solo in sè non circoscriva

col suo superchio, e solo a quello arriva

la man che ubbidisce all'intelletto.

 

Il mal ch'io fuggo, e 'l ben ch'io mi prometto,

in te, donna leggiadra, altera e diva,

tal si nasconde,e perch'io più non viva,

contraria ho l'arte al disiato effetto.

 

Amor dunque non ha, nè tua beltate

o durezza o fortuna o gran disdegno,

del mio mal colpa, o mio destino o sorte;

 

se dentro del tuo cor morte e pietate

porti in un tempo, e che'il mio basso ingegno

non sappia, ardendo, trarne altro che morte.

 

Questo sonetto ha sicuramente delle basi filosofiche ed è basato sulla contrapposizione di due concetti fondamentali e solo in apparenza uguali:l'artista e l'arte.

L'artista è colui che sa rendere concrete le potenzialità degli oggetti, sa dare forma a ciò che è già presente a livello embrionale; tuttavia il poeta non riesce ad applicare la sua genialità anche all'amore, per cui la sua arte in questo è fallace ("Contraria ho l'arte al disiato effetto").Il grande artista Michelangelo, l'autore di scultore come il David e la Pietà, non è in grado di plasmare il cuore della donna amata, cuore che resta freddo come un marmo a cui l'artista non è ancor riuscito a dar vita e forma!

Il poeta sa trarre dal cuor della donna, in cui coesistono "morte e pietate", soltanto "morte", cioè sofferenza e delusione:ne consegue che il suo ingegno finisca per apparirgli come "basso".

L'ispirazione filosofica su cui il sonetto è sicuramente il neoplatonismo, che ebbe un'importanza notevole nell'Italia rinascimentale, in particolare a Firenze con Marsilio Ficino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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  • : In questo blog verrà presentata un'antologia delle poesie più significative della letteratura italiana e straniera, con notizie sulla vita degli autori e sulla loro concezione poetica ed esistenziale.
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